In dialogo...
tra le religioni
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Intervista con l’Imam Warith Deen Mohammed
a conclusione del III incontro degli amici musulmani del Movimento dei Focolari

Centro Mariapoli, Castelgandolfo, 12.6.98

WD: Prima di tutto, la realtà che abbiamo trovato qui è eccellente per il dialogo. Questo è dovuto al principio del Movimento dei Focolari, il principio dell’amore, preso dal messaggio di Gesù Cristo - la pace sia con lui - di amare come diceva lui, come bisognerebbe amarsi gli uni gli altri come cristiani, e come amare i prossimi. Questa è un idea che abbracciamo totalmente, e penso che tutti - appartenenti ad una religione o l’altra non importa - possano abbracciare questo principio completamente.

Qui ci sono tanti Imam dagli USA, leaders religiosi, e anche altri, che non sono Imam, ma che sono comunque leaders: uomini di affari, educatori, insegnanti. Trovandoci qui, abbiamo l’opportunità, direi, di "nutrire" le nostre anime e la nostra mente, senza la paura che qualche "germe" o batterio dannoso si intrometta …! Anche loro si trovano a proprio agio.

So che torneremo tutti a casa con la sensazione che la nostra propria spiritualità si sia fortificata per esserci incontrati gli uni con gli altri.
Penso inoltre che per qualche membro del Movimento dei Focolari sia la stessa cosa, vedendo noi esprimere il nostro essere, e sentendo ciò che le nostre spiritualità hanno in comune – perché abbiamo davvero una spiritualità in comune con tutti voi … Sono convinto che anche qualcuno dei vostri tornerà a casa con più "energia" dentro. Io sento di tornare a casa così.

D: A quest’incontro ci sono persone di tradizioni diverse, di paesi diversi e diverse correnti dell’Islam. C’è stato un dialogo ?

Il convegno ci ha dato l'opportunità di incontrarci con altri Musulmani che forse non avremmo mai incontrato: Imam, uomini d’affari..... Abbiamo avuto l’opportunità di incontrarci anche con non-musulmani, di fare amicizie nuove, amicizie importanti. Certamente, questa non è gente comune, rappresenta la classe più "alta". Sono più raffinati mentalmente, e anche spiritualmente. E questo ci dà l’opportunità di avere più "forza" nel mondo. Perché io penso che quando le persone buone si mettono insieme, hanno più "forza" nel mondo. Vedo questo aspetto come una crescita inarrestabile che non si fermerà.

E’ iniziata con Chiara Lubich, quando ha preso su di sé la responsabilità di guidare quel primo gruppo, e non si fermerà. Continuerà a crescere. E’ difficile contare le persone, come io, per esempio, ho parlato a tanta gente di voi, e penso che, qualcuno di loro sia diventato "gente del Focolare".

Quindi è qualcosa che non si fermerà, che continuerà a crescere. E non viene solo dal Movimento dei Focolari. Ci sono altre persone che hanno un modo di pensare simile, che sperano nel futuro, che hanno fede - ecco quello che conta: una grande fede. Noi abbiamo una grande fede nel futuro dell’uomo, se segue le idee giuste: seguendo Dio, credendo in Dio, e amandosi l’uno l’altro.

Questa fede in questo futuro è condivisa da tanta gente. A volte mi spavento di me stesso, delle cose in cui credo. Le contemplo e quasi mi fanno rabbrividire, a volte. E mi chiedo fra me e me: sto sognando? Non avrò i piedi per terra? Sono sospeso nello spazio o che cosa? Ma quando ci ragiono su, e guardo il mondo, dico: "No, no, questo è vero, questa è la vera realtà".

D: Io so che lei ha avuto una conversazione personale con Chiara, quando è arrivato qui. Potrebbe dirmi qualcosa del suo rapporto con lei?

WD: La prima volta che la conobbi, ancor prima di leggere il libro su di lei, sulla sua storia, la sua vita, mi convinsi che era una persona mandata a noi da Dio. Lei è un dono di Dio per noi, per aiutare questo mondo a guarire, perché solo insieme noi possiamo sopravvivere.
Perché non sopravviveremo se ci separiamo l’uno dall’altro, creando distruzione per noi stessi e isolandoci nei nostri rispettivi angoli di terra. Questo non può più succedere. Non è più possibile che una parte della terra sia inquinata, corrotta, gravemente ferita, e il resto del mondo rimanga indifferente. Ormai, il mondo si è reso conto di questo, dappertutto, anche per via del grande sviluppo dei mass media, ecc. Allora, la vedo come una persona creata da Dio stesso. Lei non è neanche una creazione della Chiesa Cattolica. Secondo me lei è una creazione di Dio. Dio l’ha fatta come è, e Dio l’ha scelta per il lavoro che sta svolgendo.
Sin dall’inizio, sentivo forte di doverla incontrare, per salutarla ma anche per farle sapere che credevo in lei. Dovevo farle sapere chiaramente che io la conoscevo e che credevo in lei.

D’ora in poi, possiamo essere separati, potrei anche non vederla mai più. Perché ormai lei ha segnato la mia vita e ha dato qualcosa al mio stesso essere, che da ora in poi verrà fuori da me. Sono sicuro che lei ora sta pregando per me, e che – sia che siamo insieme nello stesso luogo o no - dovunque siamo nel mondo, siamo insieme.

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